La Green Economy sta trasformando contemporaneamente modelli produttivi, strategie aziendali e mercato del lavoro. La transizione verde contribuirà alla profonda trasformazione dell’occupazione globale entro il 2030. Nel complesso, vengono indicati 170 milioni di nuovi posti di lavoro e 92 milioni di ruoli destinati a scomparire o trasformarsi, con un saldo di 78 milioni di nuove occupazioni.
Ma la trasformazione è già visibile anche in Italia. I “Green Jobs” hanno raggiunto quota 3,1 milioni, pari al 13,4% dell’occupazione complessiva, mentre nel 2023 sono stati attivati quasi 1,9 milioni di contratti collegati alla sostenibilità.
La sostenibilità non riguarda più soltanto l’energia
Uno dei cambiamenti più rilevanti consiste proprio nella trasversalità delle competenze green. Quando si parlava di lavoro sostenibile, in passato l’associazione immediata era spesso con energie rinnovabili e professioni ambientali. Oggi il quadro è molto più ampio. Decarbonizzazione, economia circolare, ESG e logistica sostenibile interessano aziende appartenenti a settori molto diversi. La sostenibilità entra così nelle decisioni strategiche e nei modelli di business. Non rappresenta più esclusivamente un insieme di iniziative ambientali, ma coinvolge processi produttivi, supply chain, reporting, gestione del rischio e posizionamento dell’impresa.
Quali sono le professioni green più richieste?
La trasformazione crea una domanda crescente di figure specializzate. Tra queste:
- Energy Manager;
- Sustainability Manager;
- ESG Analyst;
- Specialisti dell’economia circolare;
- Esperti di logistica sostenibile.
Il Sustainability Manager, per esempio, deve contribuire all’integrazione degli obiettivi ambientali e sociali nelle strategie dell’organizzazione. L’ESG Analyst lavora invece sull’analisi di informazioni e indicatori relativi alle dimensioni Environmental, Social e Governance.
L’Energy Manager interviene sui consumi e sull’efficienza energetica, mentre le competenze di economia circolare diventano importanti per ripensare l’utilizzo di materiali e risorse.
Sono professioni differenti, ma accomunate dalla necessità di comprendere contemporaneamente sostenibilità e funzionamento dell’impresa.
Il mismatch delle competenze green
L’aumento della domanda non significa però che le aziende riescano facilmente a trovare le persone di cui hanno bisogno. Quasi un’impresa su due incontra difficoltà nel reperire profili qualificati.
È un passaggio particolarmente importante per comprendere il mercato del lavoro: la transizione ecologica non genera soltanto nuove posizioni, ma modifica anche professioni esistenti.
Competenze legate alla sostenibilità possono quindi diventare complementari a conoscenze finanziarie, produttive, logistiche, giuridiche e manageriali.
Formarsi per lavorare nella sostenibilità
Per affrontare questo scenario serve una preparazione che permetta di comprendere la Green Economy non come tema isolato, ma come componente della strategia aziendale.
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Il modello integra formazione e contatto con il mondo aziendale attraverso Manager in aula, Career Coaching e inserimento in stage nelle migliori Aziende Partner Radar.
Le competenze green come leva professionale
La transizione ecologica non interessa una nicchia del mercato del lavoro. Coinvolge progressivamente l’intero sistema produttivo. Questo significa che la capacità di comprendere sostenibilità, ESG, decarbonizzazione ed economia circolare può diventare una competenza distintiva in un numero crescente di organizzazioni. Per giovani e professionisti, quindi, la sfida sarà soprattutto imparare a tradurre la sostenibilità da principio generale a competenza concreta applicabile alle decisioni aziendali.


